Una della maggiori novità dell’ultima legge di bilancio manda in soffitta le schede carburanti a partire dal prossimo mese di luglio. Che se ne vadano in soffitta potrebbe anche non dispiacere più di tanto, il problema è che sono state sostituite da un sistema assurdo che, se le cose non dovessero cambiare, potrebbe prevedibilmente portare alla totale indeducibilità dei costi per il carburante.

In pratica il trucco inventato dal Ministero consiste nel prevedere come requisiti per ottenere la detraibilità del costo del carburante (seppure secondo le note ridicole percentuali come il 20% per la gran parte di contribuenti), il pagamento a mezzo bancomat o carta di credito ma, udite udite, l’emissione di una fattura elettronica da parte del distributore di benzina. In altre parole, io vado da un distributore qualsiasi, faccio un pieno con 60 euro, pago con il bancomat e l’esercente si mette lì, blocca tutto e tutti, andiamo insieme in ufficio, mi chiede i dati anagrafici, codice fiscale e partita IVA, e mi rilascia una bellissima fattura elettronica da 49 euro e 18 centesimi più IVA, dei quali io detrarrò 4,3 euro di IVA e dedurrò 11,10 di costo (con un risparmio IRPEF se va bene di 4 euro). Con l’aggiunta di un largo sorriso di approvazione.

Che ne dite? Tutti pronti?

Ah, dimenticavo. Attenzione a fare benzina solo in orari di ufficio altrimenti, anche lì, niente fattura niente deduzione!