Gli ultimi giorni del 2017 hanno registrato l’avvio di una pesante campagna di accertamenti da parte dell’Ufficio Tributi del Comune di San Severo.

Qui di seguito alcune precisazioni preliminari.

In tema di prescrizione dell’accertamento, il principio guida è che, laddove sia richiesta una dichiarazione iniziale da parte del contribuente (in particolare per la TARSU ma anche per l’ICI, se dovuta), i termini di prescrizione si allungano di un anno. Ciò significa che se si è in presenza di dichiarazione omessa, sono accertabili fino al 31 dicembre 2017 le irregolarità a partire dal 2011. Invece, in presenza di regolare dichiarazione o se questa non era dovuta, entro il 31 dicembre 2017 sono accertabili le annualità a partire dal 2012.

Sia per l’ICI-IMU che per la TARSU e le imposte che l’hanno sostituita, occorre sempre tener presente che l’elemento cardine su cui l’Ufficio tributi fonda l’accertamento sono le risultanze catastali e (eventualmente) le denunce del contribuente. Molto spesso questo si traduce in inevitabili “errori” dell’Ufficio laddove le risultanze catastali non corrispondano alla realtà delle cose. A tale proposito non appare superfluo ricordare che le risultanze catastali sono dei meri riferimenti, di nessun valore rispetto agli atti pubblici originari. In altri termini, se un atto notarile indica una certa situazione ed il Catasto magari non è aggiornato o riporta dati addirittura errati, quello che conta è ovviamente l’atto ed in base a questo dovranno essere calcolati i tributi correttamente dovuti.

Un capitolo a parte merita il discorso della metratura soggetta all’applicazione della tassa sui rifiuti. Anche in questo caso l’Ufficio si basa sulle risultanze catastali che, da qualche tempo a questa parte, riportano anche i metri quadrati delle superfici degli immobili censiti. In alternativa, per molti immobili sono disponibili al Catasto anche le relative planimetrie e anche queste vengono viste dall’Ufficio e valutate ai fini dell’accertamento. Tutto ciò significa che, in caso di differenze rilevate dal contribuente rispetto agli accertamenti, occorre prima verificare che in Catasto non risulti una planimetria e che questa non sia stata correttamente valutata dall’Ufficio. Se la piantina non c’è e la metratura rilevata d’ufficio non corrisponde a quella reale, al contribuente non resta che chiedere che venga eseguito un sopralluogo per la corretta valutazione delle superfici tassabili.

Fatte queste necessarie premesse, ogni caso va valutato a sé, per cui si invitano i clienti a chiedere allo studio una preventiva verifica della correttezza dell’operato dell’Ufficio.